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Paragrafo 8 . La protesta studentesca.

     
Nel  corso  della seconda met degli anni Sessanta, presso le  giovani
generazioni di quasi tutti i paesi occidentali, si afferm la tendenza
ad  assumere  un atteggiamento fortemente critico nei confronti  delle
istituzioni  politico-sociali  e dei valori  dominanti.  Il  luogo  di
diffusione  di  tale  atteggiamento fu la  scuola  e  l'universit  in
particolare,  dove gli studenti, che erano aumentati  notevolmente  di
numero,  non  provenivano pi solo dalle classi sociali  pi  elevate.
Inizialmente  indirizzata contro le istituzioni scolastiche,  accusate
di essere superate e antidemocratiche, la protesta studentesca assunse
le   caratteristiche   di  contestazione  verso   tutta   la   societ
contemporanea.   Aspetto   peculiare  di   quest'ultima,   in   quanto
individuato  come  regola fondamentale di tutti  i  rapporti  sociali,
venne  considerato l'autoritarismo, che pertanto divenne il principale
obiettivo  della  contestazione,  insieme  alle  istituzioni  ritenute
maggiormente rappresentative, come la famiglia, la scuola, i partiti e
le varie forme tradizionali di rappresentanza politica e sindacale.
     La  protesta  studentesca aveva molteplici  matrici  culturali  e
politiche.  Notevole  fu l'influenza delle idee del  filosofo  tedesco
Herbert  Marcuse,  che  in  alcuni scritti precedenti  il  1968  aveva
fortemente  criticato la societ industriale avanzata,  mettendone  in
evidenza  gli  squilibri e le contraddizioni. Analoghe  considerazioni
erano  state fatte dagli studiosi dell'istituto di ricerca sociale  di
Francoforte, tra i quali Max Horkheimer, Theodor Wiesengrund Adorno  e
Jrgen  Habermas.  Negli  Stati  Uniti la  protesta  studentesca  sub
l'influsso del movimento radicale, che si batteva contro la guerra nel
Vietnam  e  per  una  societ fondata su una pi ampia  partecipazione
politica  e  su  una  pi  equa  distribuzione  dei  beni.  In  Europa
determinante  fu  l'influenza  dei  vari  gruppi  politici   marxisti-
leninisti,  trotzkisti, anarchici e di altri orientamenti  di  estrema
sinistra.  Verso la fine degli anni Sessanta, inoltre, si era  diffusa
una   cultura   giovanile  nettamente  contrapposta  a  quella   delle
generazioni  precedenti,  espressa  da  un  complesso  assai  vasto  e
diversificato  di  manifestazioni, che andava dalla  beat  generation,
alla musica pop, al movimento hippy.
     Importanti  punti  di  riferimento furono  anche  alcune  vicende
internazionali  (la  guerra  nel  Vietnam,  la  rivoluzione  culturale
cinese, la rivoluzione cubana e l'impegno internazionalista di Ernesto
"Che" Guevara), che fornirono ulteriori fondamenti ideologici e,  allo
stesso  tempo, rappresentarono costanti occasioni di aggregazione  dei
giovani.
     Le  prime  mobilitazioni di massa degli studenti si  verificarono
negli Stati Uniti dalla fine degli anni Cinquanta, in collegamento con
la  lotta  contro la discriminazione razziale. Tra il 1964 e  il  1966
epicentro della rivolta fu l'universit di Berkeley in California; nel
corso del 1967 la protesta divent pi ampia ed intensa, trovando come
punto di riferimento principale la lotta contro l'impegno statunitense
nella guerra del Vietnam.
     Dal 1967 la protesta dilag in Europa occidentale e raggiunse  il
culmine  nel  1968.  In Germania la rivolta degli studenti  ebbe  come
oggetto  soprattutto  le  misure repressive  adottate  dal  governo  e
raggiunse  l'apice nel mese di aprile, quando venne gravemente  ferito
il  principale  leader  universitario  berlinese,  Rudi  Dutschke.  In
Francia l'agitazione divenne sommossa in
     
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     seguito  ad  un  progetto governativo di riforma delle  strutture
scolastiche,  contestato perch ritenuto rispondente soprattutto  alle
esigenze  del mondo della produzione e causa di ulteriore disagio  per
gli  studenti  e  di  ingiustizie sociali.  La  protesta  studentesca,
sommatasi  alle agitazioni sindacali, fu particolarmente  intensa  nel
mese  di  maggio, quando il quartiere latino di Parigi  fu  teatro  di
ripetuti  scontri tra manifestanti e forze dell'ordine. Per affrontare
l'emergenza,  il  presidente  De Gaulle  promosse  un  accordo  con  i
sindacati  e  quindi  sciolse il parlamento; la vittoria  del  partito
gollista  alle  elezioni  e la successiva attuazione  di  una  riforma
universitaria provocarono un irreversibile indebolimento del movimento
studentesco.
     Le   lotte  studentesche  produssero  modesti  cambiamenti  degli
assetti  politici  e  pi  o meno incisivi mutamenti  delle  strutture
scolastiche.  Esse comunque evidenziarono l'arretratezza  dei  sistemi
politici e culturali rispetto alle trasformazioni economiche e sociali
e  favorirono l'acquisizione di una maggiore presa di coscienza  delle
contraddizioni della societ contemporanea.
